Un Progetto di Plesso per la Cittadinanza Digitale
Sono entusiasta di condividere un'esperienza didattica che mi ha coinvolta in prima persona nell'anno scolastico appena concluso: il progetto di plesso "Cittadini Digitali Responsabili"
In questo primo articolo, mi concentrerò sulla prima parte del progetto, quella dedicata ai bambini di classe prima. Il nostro obiettivo era esplorare i temi dell'educazione civica digitale utilizzando ancora una volta la nostra amica Bee-Bot, che si è rivelata un aiuto prezioso e coinvolgente.
Per i bambini più piccoli di classe prima, ho scelto di non partire subito dalle regole della netiquette, ma da un passo fondamentale e propedeutico: l'importanza del riconoscere le proprie emozioni e quelle altrui, e la consapevolezza del peso che le parole possono avere nel comunicare con gli altri, sia nella vita reale che in seguito quella digitale.
Le prime avventure con Bee-Bot e i Little People
Il nostro percorso con i più piccoli si è articolato in tre incontri, ciascuno con un focus specifico.
Il primo incontro è stato dedicato alla conoscenza di Bee-Bot. In verità, per molti non era la prima volta: alcuni l' avevano già incontrata l'anno precedente, travestita da Rudolph la renna durante un'attività per l'Open Day!
Questo ha reso l'approccio ancora più immediato. I bambini hanno preso confidenza con i comandi base e, grazie all'aiuto dei fantastici personaggi Little People, abbiamo iniziato a giocare creando storie, percorsi e avventure sul nostro tappeto a griglia. Bee-Bot è diventata protagonista di missioni di salvataggio, portando i nostri robot a salvare principesse e persino draghi feriti! Questo approccio ludico ha permesso di consolidare i comandi e la logica sequenziale in modo divertente e spontaneo.
Emozioni in gioco: Bee-Bot, le carte e gli imprevisti della vita reale
Il secondo incontro è stato il cuore pulsante del nostro percorso, mettendo in gioco le emozioni. L'obiettivo era aiutare i bambini a riconoscere le emozioni in diversi contesti, una competenza fondamentale per la crescita, sia nella vita reale che in quella digitale. Per questa attività, ho utilizzato un set di carte che ho creato personalmente con Canva, rendendole pronte per essere scaricate e riutilizzate da voi qui:
Carte ambiente: fotografie di luoghi familiari ai bambini (il parco giochi, la scuola, la cameretta, la strada, il supermercato, la palestra, il ristorante, la biblioteca).
Carte emozioni: raffigurano visivamente e per iscritto le principali emozioni (gioia, rabbia, tristezza, preoccupazione, paura, vergogna, noia, tranquillità, sorpresa, terrore).
Imprevisti: situazioni comuni, gradevoli o meno (ad esempio, far cadere una bottiglia al supermercato o incontrare un amico al parco giochi) da inventare sul momento.
Sistemate le carte ambiente sulla griglia, i bambini a turno sceglievano dove andare muovendo Bee-Bot. Arrivati nel luogo desiderato, accadeva un "imprevisto" in cui si sarebbero imbattuti. Loro, in parte pensando e in parte drammatizzando, sceglievano la carta emozione che corrispondeva alla loro reazione all'imprevisto. L'attività è stata davvero coinvolgente e tutti hanno risposto con entusiasmo, affrontando anche gli imprevisti più "perfidi" con grande partecipazione! Un modo potente per esplorare l'intelligenza emotiva e la consapevolezza di sé.
Parole gentili: Bee-Bot e "La Grande Fabbrica delle Parole"
Il terzo e ultimo incontro ha visto l'utilizzo di un albo illustrato di grande spessore: "La grande fabbrica delle parole" di Valeria Docampo e Agnès de Lestrade (Terre di Mezzo Editore). Dopo l'ascolto alla LIM della video-lettura dell'albo, i bambini hanno ragionato sull'importanza delle parole, specialmente quando si parla con un amico o un compagno, comprendendo il loro peso e il loro valore.
Per rendere il concetto concreto, i bambini hanno accompagnato Bee-Bot in una missione speciale sul tabellone: raccogliere le "parole belle" che avevano scritto di loro pugno e, al contempo, lasciare indietro le "parole brutte". Come sempre, i più piccoli riescono a stupire per la profondità di ragionamento e l'innocenza che li contraddistingue. Lavorare con i bambini di classe prima in queste attività ci fa sperare in un futuro migliore, perché seminare educazione emotiva e gentilezza fin da subito farà raccogliere una vera e propria educazione civica, nella vita reale e in quella virtuale, dove le emozioni si nascondono dietro uno schermo.
Un seme per la Cittadinanza Digitale
Questo percorso con le classi prime ha dimostrato come la combinazione di coding unplugged, narrazione, intelligenza emotiva e educazione civica possa creare un terreno fertile per lo sviluppo di cittadini digitali responsabili e consapevoli
Questa è solo la prima parte del nostro grande progetto di plesso. Nel prossimo articolo, vi racconterò come abbiamo proseguito il percorso con le classi successive, affrontando nuove sfide di programmazione e approfondendo ulteriormente i temi della cittadinanza digitale. Restate sintonizzati su "Coding e dintorni"!







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