La mia esperienza a Didacta quest'anno ha avuto un baricentro chiaro: il workshop "Paper Bots AI", inserito nel programma di Scientix Italia. È stato un laboratorio esemplare, capace di dimostrare come la formazione possa trasformarsi in una fucina di idee pratiche, sostenibili e immediatamente spendibili in classe.
L’anima del Tinkering: costruire con le mani
Sotto la guida esperta di Alessia Galli, che ci ha trasmesso una competenza e un entusiasmo rari, e di Lara Rollo, abbiamo esplorato la robotica partendo dalla materia prima: il cartone.
L’attività è stata puramente hands-on. Non c’erano kit preassemblati, ma cartone, fermacampioni e la nostra creatività. Abbiamo costruito il "corpo" del robot puntando sulla meccanica di base. Nonostante il percorso prevedesse una versione semplificata per la primaria, ho scelto di cimentarmi direttamente con la costruzione del robot destinato alla secondaria, affascinata dalla sfida tecnica e dalle potenzialità del modello più avanzato.
Questo passaggio è fondamentale: vedere un materiale umile che prende vita e diventa un supporto tecnologico è un atto di empowerment incredibile. Si impara che la tecnologia non è una scatola magica chiusa, ma qualcosa che possiamo progettare e capire fin dalle fondamenta.
Il ponte verso l'IA: addestrare un "cervello" di cartone
Il vero salto di qualità del workshop è stato l'approccio all'Intelligenza Artificiale, vista non come teoria astratta, ma come strumento di lavoro tangibile. Abbiamo seguito un ciclo di progettazione completo:
Costruzione fisica: dare forma, giunture e struttura al prototipo.
Addestramento (Machine Learning): attraverso la Teachable Machine di Google, abbiamo creato dei dataset di immagini. È stato affascinante "insegnare" al robot a interpretare gli stimoli esterni. Questo passaggio trasforma l'alunno da fruitore passivo a addestratore consapevole, rendendo evidente come gli algoritmi imparino dai dati che noi stessi forniamo loro.
Integrazione con Micro:bit: l'obiettivo finale era esportare questo "cervello" digitale nella scheda Micro:bit per animare il robot e governarne i movimenti attraverso un'app dedicata.
Riflessioni post-laboratorio: un metodo per il futuro
Anche se il tempo frenetico della fiera non ci ha permesso di completare l’ultimo passaggio tecnico dell'esportazione del codice, le "vibes" sono state pazzesche. Porto a casa un metodo interdisciplinare che unisce educazione ambientale, meccanica, coding e una riflessione profonda sull'etica dei dati.
La chiarezza metodologica di Alessia e Lara mi ha permesso di immergermi in un percorso di alta qualità, confermando che la robotica educativa è uno dei linguaggi più potenti per parlare di futuro ai nostri studenti.
Verso il prossimo anno
Torno a casa con una certezza: l'anno prossimo Didacta merita almeno tre giorni di permanenza. C'è bisogno di tempo e calma per immergersi totalmente in laboratori di questo livello, capaci di riconnetterci con il piacere della sperimentazione pura.






Nessun commento:
Posta un commento